martedì, 24 novembre 2009
il primo verso tratto da una poesia di Alda Merini.
I poeti lavorano di notte
e non scrivono in nero
ma colano d'anima
che mai s'asciuga
e nelle notti resistono
cancellando il giorno
che in pesante ombra
li sovrastano.
I poeti piangono alla notte
il grido che dentro si portano
come pesante catena, stretta
a giro di fiato che pungola,
...e sanguinano di ragioni a torto.
novembre 2009
nota: citazione per alda merini.
venerdì, 20 novembre 2009
mercoledì, 18 novembre 2009
Io non so come ti si gelò il sorriso
ma io ascolterò le tue aspre note,
sfoga la rabbia che ti vedo in viso,
io sarò forte come saldo scudo.
Infrangerò quel tuo lato oscuro,
spezzando i tuoi nodi stretti
e sarò per te lucente faro
a illuminare i tuoi sogni anfratti.
Sciogli ora le tue pene,
lascia andare le catene
e vedrai salire piano
lentamente e non invano
un sorriso lieve e chiaro.
Ottobre 2008
mercoledì, 18 novembre 2009
Ero qui quella notte
a risponder con rabbia,
ma non ero preparata
alla tua risposta ingrata.
Com'è stato che t'ho perso?
Ed ancora non comprendo.
Mi fa male sai...pensarti
e vorrei più non guardarti
nei ricordi che m'uccidono.
Ogni volta che ti penso
si riapre nero il livido,
cicatrice è il tuo nome,
indelebile scrittura,
portatrice di frattura.
12 ottobre 2008
mercoledì, 18 novembre 2009
parlami…
la memoria mi inganna
e quasi non hai volto per me
ma testardo il ricordo continua a ferirmi.
Che n’è stata di un’infanzia perduta negli anni?
Che ne è ora delle vite che abbiamo davanti?
Parlami…
Mi pesa il cuore stretto in catene
di tue parole che non mi concedi,
mi trema il cuore del tuo silenzio
che non si piega alle nostre pene.
Dimmi… di che colore è il tuo dolore?
Dimmi… ha odore il pentimento?
Ma non rispondi, non hai colore,
e non senti rincrescimento.
Ho gridato al vento il tuo nome
e gettato inchiostro
... ma non voglio più,
eppure i pensieri mi legano
alla tua memoria e scatenano
tempeste ed uragani.
Mi scompiglio in questo vento
e mi smonto nel lamento
che si nutre di dolore
e si forma disumano
l'eco del tuo nome.
... pensami.
12 ottobre 2008
mercoledì, 18 novembre 2009
Continuo a sperare
e so di sbagliare...
ormai rassegnata
a un silenzio crudele
io sempre attendo
un tuo gesto anche lieve.
Il cielo si spezza
e la notte sfugge...
non ho riparo
dalla tua rabbia,
dal tuo non sentire
che lento
m'uccide!
Ma io non morirò
per tua ignoranza,
ti lascio ora
nella tua arroganza
di sottili imbrogli
che andranno a scaldare
una vita ormai sciapa
che non potrai rinnegare.
giugno 2008
lunedì, 16 novembre 2009
Io mendico amore e un po’ di rispetto
e sono qui che ancora aspetto,
forse pioggia e temporale
anche se so che mi farà male.
Sono fiore che appassisce
senza un tuo gesto che mi rinvigorisce
ma continuo ad aspettare
anche se intanto vado a morire
e ogni giorno lentamente
mi ripiego su me stessa,
senza un perché
e non comprendo il tuo fare,
so solo che continui a farmi male
…e non c’è soluzione
per un dolore vagabondo
che non trova in tutto il mondo
un solo angolo per nascondersi
o cieli azzurri in cui confondersi.
Sono nube grigia e nera
e piovendo sarò sciolta,
ma intanto… aspetto un'altra volta.
Io mendico amore
Ma non so fino a quando
poichè intanto…sto morendo,
non ho più tempo per comprenderti,
sento già… che sto per perderti.
Ottobre 2007
lunedì, 16 novembre 2009
La verità è qualcosa che più non ti appartiene,
gelide presenze trapassano i tuoi occhi
ed io… inerme
rabbrividisco per come ti mostri,
aiutami a comprendere il tuo silenzio,
perché non posso vivere in questo dolore immenso.
Non vedo ragione alcuna per scacciarmi dai tuoi ricordi,
ma ripensando a ieri credo di avere dei rimorsi,
tu pretendi rispetto e comprensione
ma io non sono sicura di poterti dare ragione.
Vorrei solo rammentarti che l’aria che respiriamo ci unisce
e l’amore che ho per te non finisce,
ma se tu vorrai buttare tutto al vento
io non potrò far nulla
né ora né in nessun altro momento
… solo sarai una spina nel mio petto
e forse non avrò più di te nemmeno il rispetto.
Agosto 2007
lunedì, 16 novembre 2009
MILANO - «Marche, le scoprirai all'infinito». È il titolo dello spot che ha per protagonista Dustin Hoffman, scelto come testimonial della regione. L'attore, sbarcato domenica sera all'aeroporto di Falconara Marittima, è impegnato per due o tre giorni nelle riprese in cui lo si vedrà recitare la poesia L'infinito di Giacomo Leopardi in italiano . «Benvenuto nelle tua regione, perché da questa sera le Marche sono la tua regione» gli ha detto il presidente Gian Mario Spacca.
«L'infinito» di Giacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
domenica, 15 novembre 2009
Tu credi che la rabbia sia liberazione...
la rabbia è croce e fuoco, dannazione.
La vendetta non ha più senso
se non si può tornare indietro,
e il tempo che passa non serve
a mitigare solchi a sfigurarti.
Punirsi, punire...che senso ha
se non ti resta nulla dentro
se il prezzo sei anche tu
che stai morendo?
Attendo ora un tuo segnale
poiché altro non posso fare,
perchè la tua testardaggine
ti rinchiude a prigione
nelle tue convinzioni...
Vorrei mostrarti il modo
per vincere la furia che ti colma
ma non riesco a varcare la colpa
che ti sei posto a scudo,
le forze mi abbandonano
e il mio grido si spegne,
il silenzio si fa carceriere
delle nostre incomprensioni
e perdo, schiava dell'esitazione,
quella strada che poteva esserci appiglio
sbiadisce ora in fragile rimasuglio,
quella strada che portava al perdono
ora è persa nella rabbia che trema.
...ma non so rassegnarmi ancora...
novembre 2009